Il poeta Georges Brassens

L'infanzia a Sète  

Georges Brassens è nato il 22 ottobre 1921 a Sète da un padre muratore e una madre figlia di immigrati italiani.

La famiglia abita in una strada che sale verso il Mont Saint Clair, oggi ribattezzata rue Brassens (placca visibile al n° 54).
Fin da piccolo Georges scopre una vocazione da musicista autodidatta.

Nel 1936, si apre alla poesia grazie al suo professore di francese, Alphonse Bonnafé, alias « le boxeur ». L’adolescente gli sottopone alcune delle sue rime. L'insegnante gli consiglia allora più rigore e interesse per la tecnica della versificazione. Alla poesia e alla canzone si aggiunge la passione per i nuovi ritmi provenienti dall'America: il jazz. In Francia, Charles Trenet sarà il suo modello.

A scuola conosce giovani che come lui sono appassionati di musica e di arte in tutte le sue forme e che sognano di « salire a Parigi ». Tra loro, Henri Delpont e Victor Laville. 

La "salita a Parigi" e il successo

L’occasione per Georges di cambiare orizzonti si presenta prima del previsto: l'interesse per la poesia non gli toglie il gusto di fare i « 400 colpi ». A 17 anni, con l'intenzione di alzar su qualche soldo, la banda di cui fa parte commette dei furti e nel 1939 Georges viene spedito a Parigi dalla zia.
Cosciente delle sue lacune in poesia, impara la versificazione leggendo Villon, Baudelaire, Verlaine, Hugo...

Acquisisce così una grande cultura letteraria che lo spinge a scrivere le sue prime raccolte di poesie: Les Couleurs vagues ("I colori vaghi"), Des coups d'épée dans l'eau ("Colpi di spada nell'acqua") che annunciano già lo stile delle future canzoni e l'alba del suo anarchismo.

Nel 1943 parte per il servizio di leva obbligatoria in Germania, ma se ne ritorna clandestinamente nel 1944, nascondendosi dalla sarta della zia (La canne de Jeanne).
Qui vive in condizioni durissime, cerca interpreti per le sue canzoni, si esibisce fuori programma nei cabaret parigini senza molto successo.
Pierre Galante, una conoscente di Victor Laville, lo presenta a Patachou e più tardi, nel 1952, Brassens debutta in un cabaret tutto suo e canta delle canzoni dai testi provocatori per l'epoca. Pierre confida all'amico: "Tra un anno sarà più famoso di me".

Due anni dopo, nelle grandi music hall parigine fa il tutto esaurito .

La personalità di Georges ha già i suoi tratti definitivi: l'aspetto goffo di uno zoticone, la pipa e i baffi, la lingua libera, creativo e schernitore ma di un classicismo scrupoloso, il gusto per le forme antiche, il culto dei compagni e il bisogno di solitudine, una cultura letteraria, un vecchio sfondo libertario puntellato da un individualismo acuto, un antimilitarismo e un ateismo profondi, un disprezzo per il comfort, i soldi e la buona creanza.

Nel 1947 incontra Joha Heimann, che lui soprannomina « puppchen » (bambolina). Resterà la sua compagna fino alla morte, avvenuta il 29 ottobre 1981 vicino a Montpellier.

Nel 1954 riceve il Grand Prix du Disque e nel 1967 il Grand Prix de l’Académie de Poésie.
Nel 1965 compone la famosa canzone "Les Copains d’abord" (che rientrerà nella colonna sonora del film di Yves Robert "Les Copains"), da cui parte la sua fama internazionale.

Al giorno d'oggi la sue canzoni vengono cantate dappertutto; dal Giappone all'America del Nord, passando per l'Italia (dove Fabrizio de André ha saputo rimettere in lingua italiana alcuni suoi pezzi).
Dal 1953 al 1981 ha venduto circa 20 milioni di album.
 
La malattia lo porta via nella notte del 29 ottobre 1981. Georges Brassens viene inumato a Sète, nella tomba di famiglia al cimitero le Py, «il cimitero dei poveri», in riva al bacino di Thau, anche se in realtà lui aveva chiesto di essere sotterrato nella spiaggia di Sète.
 
Traduzioni in Italia: Fabrizio de André

Moltissimi cantautori si sono ispirati a Brassens: in Italia, Fabrizio De André lo considerava un maestro, tanto che alcune delle sue più famose canzoni (Il gorilla, Morire per delle idee, Le passanti, Delitto di paese, Marcia nuziale, Nell'acqua della chiara fontana) non sono altro che delle traduzioni e degli adattamenti delle canzoni di Brassens.

Tuttavia De André e Brassens non si conobbero mai di persona: il cantautore genovese era al corrente del brutto carattere di Brassens e temeva di andare incontro ad una delusione incontrando quello che per tanti anni era stato il suo modello assoluto.

Qui un estratto de "Il gorilla":

Sulla piazza d'una città
la gente guardava con ammirazione
un gorilla portato là
dagli zingari di un baraccone

con poco senso del pudore
le comari di quel rione
contemplavano lo scimmione
non dico dove non dico come

attenti al gorilla !

                 

La tomba di Georges Brassens si trova al cimitero le Py, sezione 9, corsia A.
I passanti vengono a "vedere" Georges Brassens, si raccolgono sulla sua tomba con grande semplicità, a rispetto di quella che fu la sua vita, fatta di lavoro, discrezione, generosità ma anche di colpi di gola!


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LES AMIS DE GEORGES Ristorante spettacolo

Questo ristorante è oggi un luogo di riferimento per gli abitanti di Sète e i numerosi turisti che alloggiano in quest'isola.

Dischi vecchi, chitarre e strumenti sui muri...

Lo spettacolo prende il via alle 21.30, ogni volta con le canzoni di Georges Brassens poi continua con canzoni francesi della stessa epoca per finire con nuovi autori che interpretano e cantano le loro composizioni.

Il cibo è tradizionale e vi si trovano specialità locali e piatti di altre regioni, per soddisfare tutti i palati.

38, rue Maurice Clavel   34200 SETE
Tel : +33 (0)4 67 74 38 13
Sito internet

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